Classe operaia e partito comunista
Cari compagni,colgo subito l'occasione che questo sito mi offre per esporre alcune riflessioni su di una materia fondamentale per il lavoro di ricotruzione de partito e cioè, il coinvolgimento degli operai. Si fanno tantissimi e giustissimi appelli e comunicati sulla questione che la classe operai debba dotarsi del suo partito e che, tramite esso, possa dirigere il resto delle masse popolari verso l'instaurazione del socialismo.Tutto ciò è non solo condovisibile ma anche sacrosanto. Permane ancora, però, a mio parere e in base alla mia epserienza politica, di lavoro sul territorio, una grossa contraddizione tra quello che teoriziamo e quello che invece facciamo praticamente. Alcune componenti del movimento comunista, anchesse convinte che il partito comunista debba essere un partito principalmente operaio, si autocensurano politicamente nel trattare le questioni riguardanti le lotte operaie e sindacali, attuando, in questo modo, una pratica che li spinge a sostituirsi al sindacato, abbandonando così il lavoro per estendere la coscienza di classe.Durante una riunione della Rete contro la Crisi a Torino, un operaio della FIAT, iscritto alla FIOM diceva, giustamente, "è necessario lavorare per fare acquisire coscenza di classe agli operai" ma si lamentava perchè gli stessi operai non sarebbero recettivi. Gli ho chiesto cosa intendesse lui per "coscenza d classe"ed è emerso che non si ha ancora ben chiaro in che cosa consista.Infatti, per "coscenza di classe", molti compagni intendono la capacità dell'operaio e del lavoratore di capire che il padrone lo sta sfruttando e come e di organzzarsi per lottare contro lo sfruttamento e per la difesa delle conquiste. Questo però, rappresenta soltanto un aspetto della così detta "coscienza di classe", una parte importante ma non certo quella essenziale che, invece, comprende la consapevolezza della propria forza e con essa, della necessità di lottare per abbattere il sistema di sfruttamento sostituendolo con un sistema a guida operaia, con il socialismo. Quindi, l'operaio della FIAT CHE CITAVA LA QUESTIONE DELLA "COSCIENZA DI CLASSE" trattava solamente un aspetto che, per altro, gli operai, anche quelli che non scioperano e che magari votano a destra, comprendono benissimo già da par loro.Durante il mio inervento sono stato interrotto da un compagno il quale mi diceva che in quella sede non si faceva propaganda politica ma si trattavano questioni concrete relative alle difficolta degli operai e alle loro lotte. Ho risposto che gli operi sanno benissimo come lottare e non dobbiamo certo essere noi a doverglielo insegnare sostituendoci ad essi e magai anche a qualche sindacatino di base che , già oggi, ce ne sono parecchi. Il nosto lavoro deve essere quello di sostenere le loro lotte con i nostri mezzi e le nostre forze cercando di riportare a loro una visione più ampia dello scontro di classe. Dobbiamo appellarci alla loro potenzialità in quanto classe organizzata e in grado di determinare uno scontro più alto.L'autocensura politica serve soltanto ai padroni e ai loro sgherri.Mi fermo qui (riprenderò forse in un latra occasione) sperando che queste poche righe possano contribuire a sviluppare un dibattito profiquo, tra le componenti del molvimento comunista, per il lavoro di ricostruzione del partito.Saluti comunisti.
sabato 19 settembre 2009
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